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Huga flame |
Intervistati per noi Huga flame da Sat Maggio 2006 Sito: www.hugaflame.com
Come è avvenuta l’ unione tra Ronin, Livio e Dydo?
Dydo: Io e Livo ci siamo conosciuti circa 6 anni fa tramite un amico comune (Kaso) ed abbiamo iniziato a lavorare a qualche pezzo. Pochi mesi dopo abbiamo incontrato Dj Ronin e, una volta costatato che tra noi c’era un buon feeling, abbiamo deciso di formare gli HugaFlame.
Come è nato il vostro amore per il rap? Ognuno di voi sicuramente è partito da ispirazioni diverse… Dydo: Ho iniziato ad ascoltare hiphop nel ’97. Mi sono avvicinato a questa cultura ascoltando i gruppi piu’ mainstream (tipo Sottotono, Articolo 31, Neffa, Jay z, ecc…) insieme al mio amico Ema, ma col tempo la passione e la curiosita’ crescevano sempre di piu’ e nacque la necessita’ di scoprire un po’ piu’ affondo questo mondo che tanto mi affascinava, cosi’ mi sono ritrovato ad ascoltare gruppi che sostenevano la forte scena underground di quel periodo. Da li’ a poco ho cominciato a scrivere i primi testi e a registrare demo marci, fino a che non ho incontrato Livio e Ronin e le cose hanno preso una piega piu’ professionale. Ronin: Il primo disco rap che ho acquistato è stato “Sotto effetto stono”.. fu un flash! In quel periodo già ascoltavo Frankie Hi-nrg ed anche gli Articolo 31; diciamo che questo è stato il mio primo approccio all’hip hop italiano. In seguito mi sono avvicinato a quello americano, per poi appassionarmi al djing e al suo mondo, seguendo artisti come Invisible Skratch Piklz e Beat Junkies. Livio: Ero in terza media quando notai qualche mio compagno con addosso un paio di jeans larghi e nel walkman cassettine di musica strana: Neffa, Sottotono, Articolo... W-Tang, EPMD. Mi innamorai subito di quella musica. E in poco tempo finii a quella che era chiamata “HALL” di Varese: un raduno di b-boyz, ogni sabato pomeriggio, in una via del centro. Si faceva freestyle, c’erano braker che si allenavano, ci si confrontava i beat, era una vera jam in strada. Da li iniziai il mio percorso. Gli Huga flame hanno mai avuto un piccolo periodo di instabilità? Un momento in cui avete incontrato difficoltà nell’ unire le vostre idee e i vostri obbiettivi? Abbiamo incontrato una moltitudine di difficolta’ durante tutto il percorso musicale affrontato insieme ma, per fortuna, non ci siamo ritrovati in un periodo di incomprensione tra di noi, anzi, ci siamo sempre sostenuti a vicenda. Non abbiamo mai pensato di smettere o di scioglierci… siamo amici prima di tutto! Siete partiti 6 anni fa unendo le vostre forze e percorrendo la classica via dei concorsi e delle partecipazioni ad alcune compile… quale esperienza più di tutte vi ha lasciato più entusiasti? E perché? Beh, una delle esperienze piu’ significative e’ stata sicuramente la vittoria del concorso nazionale “Voci Domani” che viene organizzato ogni anno a Pescara. Una bella soddisfazione! Anche il sodalizio con lo staff del sito Bastardidentro.com ci rende molto fieri. Se invece parliamo di soddisfazioni piu’ recenti, non si puo’ non menzionare il live che abbiamo fatto al Rolling Stone di Milano… bellissimo!
Il primo album è stato “Notte & Giorno”, doppio cd autoprodotto che in poco tempo è stato successivamente oscurato da “Generazione fuori controllo” uscito sotto l’ etichetta milanese New music international. Mi ha stupito questa mossa, non era meglio lasciar decantare l’ entusiasmo per questo vostro primo importante lavoro e lanciarvi in una nuova lavorazione?
“Notte & Giorno” era un doppio cd (di 30 canzoni) che aveva circolato davvero poco (si parla di 3/4 mesi), perche’, una volta firmato il contratto con la Newmusic, era stato ritirato per ovvi motivi dal mercato; la nostra casa discografica ci ha dato la possibilita’ di fare un disco con molti piu’ mezzi rispetto alla precedente produzione e quindi abbiamo pensato di prendere da “Notte & Giorno” i pezzi che ci erano piaciuti di piu’ per poterli mettere in “bella copia”… ci sembrava giusto dare maggior rilievo ad un progetto a cui avevamo lavorato con molto entusiasmo.
Come sta reagendo il pubblico a questa mossa? Il disco sta seguendo il percorso programmato? Direi che la gente sta reagendo bene a giudicare dalle numerose e-mail positive che riceviamo ogni giorno e dal numero di persone che cresce ad ogni live.
Come sono nati i testi, le basi e gli scratch? A cosa vi siete maggiormente ispirati?
D: Abbiamo definito il nostro modo di far musica come “l’hip hop della vita quotidiana” ed e’ facile intuire che l’ispirazione dei testi arrivi dalle situazioni che ci circondano e che viviamo in prima persona. Per quanto riguarda le influenze musicali e’ inevitabile che le produzioni americane ci diano lo stimolo necessario per migliorarci, anche se abbiamo sempre l’orecchio teso verso le numerose realta’ italiane. R: Gli scratch che completano i brani cercano di essere un “valore aggiunto”; ci piace mantenere vivo lo spirito dell’hip hop che si lega alla figura del dj. Io personalmente mi ispiro ad un gruppo come i Dilated Peoples, dove DJ Babu è onnipresente con i suoi interventi, sia tecnici che melodici. L’attitudine è quella. Inoltre, con essi cerco di esprimere qualcosa, campionando frasi a tema e completando il significato del pezzo, oppure semplicemente riempiendo gli spazi che un altro gruppo lascierebbe vuoti! L: essendo un produttore che compone mi capita più spesso di creare musica da un’ emozione piuttosto che avere un’emozione da una musica. Dipende dai momenti. A volte sono in macchina o in treno e mi viene in mente un giro di note che subito registro sul cellulare. Qualcuno ogni tanto mi prende per pazzo!! Ma non mi importa. Oppure in studio, mentre suono il piano. La parte tecnica invece come l’ avete affrontata? Avete affrontato modalità di lavorazione più mature in studio? Innanzitutto dobbiamo ringraziare il nostro fonico Massimo Caso per la pazienza e la professionalita’; non avevamo mai lavorato insieme, ma lui si e’ sempre dimostrato disponibile e ha sempre cercato di capire il nostro linguaggio musicale, anche se non sempre era facile da comprendere dato che il suo background proviene da un mondo diverso da quello dell’ hip hop. Possiamo ritenerci soddisfatti del lavoro in studio e non possiamo negare che lavorare con dei mezzi cosi’ professionali rende il tutto piu’ entusiasmante. Abbiamo imparato molto! Di chi è stata la scelta di produrre 2 cd (Dirty&Clean) dove proponete gli stessi testi modificati a seconda della versione? “Generazione fuori controllo” e’ decisamente un disco esplicito. La nostra etichetta ci ha dato carta bianca per la stesura dei testi e noi ne abbiamo approfittato per dire tutto cio’ che avevamo dentro senza nessuna censura. Quando abbiamo finito di registrare l’album ci e’ venuta l’idea di inserire un cd intitolato “generazione sotto controllo” con 5 canzoni, gia’ presenti in “generazione fuori controllo”, riproposte in versione clean. E’ ovviamente una provocazione! La società ci vorrebbe “clean”: noi arriviamo ai piu’ bigotti con la faccia pulita pronti a mostrargli una verita’ ben piu’ sporca di quella che i loro occhi vorrebbero vedere.
Qual’ è la canzone che più sentite vostra, che più riveste la vostra parte artistica più intima? D: “3 Minuti” e “Ad Occhi Chiusi”…pezzi a cui sono particolarmente legato. R: “Io&Lei”, “3 Minuti”, “Troppo complicato”. L: “Io&Lei”, “Invisibili”, “Cazzi Tuoi”, “Bugiarda” Siete pienamente soddisfatti di tutto il prodotto “Generazione fuori controllo” oppure col senno di poi avreste cambiato qualcosa o avreste puntato ad altro? Ogni volta che registri un pezzo, a distanza di tempo, ti accorgi di alcune imperfezioni, e’ normale, ma a noi piacciono molto le registrazioni “buona la prima” e pensiamo che sia bello catturare l’alchimia di quel momento in cui arrivi carico e pronto per registrare, comprese le piccole imperfezioni… rende il tutto piu’ umano! La promozione del disco è partita? Come state agendo per far si che il vostro cd abbia più visibilità possibile? Avete l’ appoggio dell’ etichetta e di una agenzia che vi cura il booking oppure questa parte la gestite personalmente voi così come avete curato in passato le vostre apparizioni a jam e serate? Per ora stiamo lavorando su tutto cio’ che riguarda la stampa (riviste, quotidiani, ecc…) e siamo molto concentrati sul web. Abbiamo un’agenzia che cura il booking e cerchiamo di suonare il piu’ possibile, perche’ la dimensione live per noi e’ molto importante. Per ora cerchiamo di costruire delle buone basi e un percorso che ci porti gradualmente ad un pubblico, speriamo, sempre piu’ vasto.
Ci sono progetti solisti nel prossimo futuro? Quali sono le prospettive degli Huga flame?
Noi siamo HugaFlame, ci viene molto difficile immaginarci come entita’ divise…stiamo lavorando a molte tracce nuove insieme e da solisti ci concediamo solo per dei featuring e poco piu’. Datemi 3 nomi della scena italiana che secondo voi hanno i numeri per tenere alto e far crescere ancora il rap italiano. Chi potrebbe portare fuori dai confini la nostra musica? D: CorVeleno, Tormento e Fabri Fibra. R: passo. L: chiudo. A sto punto spostiamoci sull’ estero, 3 nomi di artisti che non possono mancare nella vostra collezione privata. D: Mobb Deep, Talib Kweli e The Game R: Non Phixion, Platinum Pied Piper, DJQuik. L: Dr. Dre, Nate Dogg, Chic. Staccandoci dall’ ambito artistico… non guastano mai alcune curiosità del tipo… come occupano la loro giornata i 3 varesini? Lavoro? Studio? O che altro? Avete hobbie che si staccano dalla musica? D: io faccio l’operaio nel ramo della meccanica e coltivo la mia passione per il cibo (Kebab for life) e per l’acquisto di cd. R: Io mi sto per laureare in Scienze della Comunicazione presso la statale di Milano; coltivo la passione per la pallacanestro svolgendo il mio ruolo di playmaker in una squadra di Varese. L: mi sono laureato a marzo in Ingegneria Aerospaziale e per ora insegno mate in una scuola superiore. Se non fosse nati sotto la stella che porta l’ anima a prodigarsi per la musica, cosa avreste fatto? D: avrei aperto un chioschetto diviso in due: da una parte avrei venduto kebab e dall’ altra avrei fatto una sezione di vendita dettagliata di cd hip hop… sarei in paradiso! R: Se avessi avuto 10 cm in più mi sarei imbottito con l’ ormone della crescita per giocare nell’ nba… L: Avrei sicuramente intrapreso una carriera in aeronautica militare.
Provate a pensare come potrebbe variare la vostra vita se non esistesse questo vostro immenso interesse verso la musica.
D: Credo che non sarei in grado di immaginare la mia vita senza musica. R: Ultimamente mi è difficile immaginare il mio futuro in generale, per cui passo… L: Se fossi sordo, non basterebbero gli altri miei sensi per dare un senso alla mia vita.
Se volete potete dare libero sfogo al vostro pensiero in queste ultime battute della vostra intervista.
Un ringraziamento a te per l’ interessamento, un saluto ai lettori, a chi ci segue, allo staff della NewMusic e a tutte le persone che ci vogliono bene e che abbiamo affianco tutti i giorni.
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